MOTOCLUB SAN PAOLO

MOTO ED AFFINI

Archivio per Giugno 2008

Impegni Inderogabili

Pubblicato da Gianluca su 28 Giugno, 2008

Continuiamo a grande rischiesta, salvo poche eccezzioni, con lo sfottò dei soci del Motoclub. Considerando il fatto che anche domani il nostro Vice non sarà della partita, ho pensato di mostrarvi questa vignetta.

Come molti di noi sanno, ultimamente il caro Giancarlo è costretto a rinunciare alle gite a causa degli impegni familiari. Ogni week end è costretto suo malgrado a presenziare a varie attività ed iniziative. Oggi la sagra del topo ragno, domani la fiera dello sciacquone, passando per i vari festival del lombrico e rievocazioni di battaglie storiche.

Ma in particolare il nostro Giancarlo è spesso chiamato a svolgere compiti di ordine religioso. Tra processioni, via crucis, comunioni, messe varie e catechismi, Gian è spesso assente. Con suo grande dispiacere e sofferenza.

Quindi vogliamo dedicargli questa simpatica vignetta aspettandoti con ansia alla prossima gita!

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Si Salvi Chi Può

Pubblicato da Gianluca su 26 Giugno, 2008

La notizia è giunta in mattinata, ma ora che abbiamo la conferma ci sembra giusto divulgarla in modo tale da salvare qualche vita umana.

Mari Demi ha preso la patente A! Calma calma. Non fatevi prendere subito dal panico. C’è tempo per mettersi al riparo. La fuga di massa avrebbe conseguenze drammatiche. Meglio, molto meglio, iniziare a programmare l’esodo con calma.

Niente sarà più come prima. Scordiamoci le scorazzate spensierate con le nostre moto. Da oggi dovremo stare attenti ad ogni incrocio. La possibilità che una donna, a bordo della propria motocicletta, possa sbucare all’improvviso è ormai cosa certa.

Speriamo  che nella nostra migrazione verso l’eden del motociclista nessuna donna a due ruote si aggreghi alla comitiva.

Dio abbia pietà di noi!

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Wayne Rainey

Pubblicato da Gianluca su 25 Giugno, 2008

Oggi vi parlo di un grande campione. Forse il più grande campione di tutti i tempi della classe 500. Pochi piloti possono vantare la classe nelle corse così come nella vita di questo uomo. Di seguito vi allego ciò che ho trovato spulciando per il web. L’articolo che segue è opera di Stefano Pavanello e mi trova pienamente d’accordo con  quanto scritto da lui.

Misano, 5 settembre 1993, in un pomeriggio di fine estate, in una curva anonima chiamata con poca fantasia Misano 1, un pilota perde il controllo della sua sibilante moto bianca e rossa.Si alza una nuvola di polvere, il pubblico esulta perché davanti un Cadalora quasi debuttante sta per vincere la seconda gara della stagione e Schwantz riapre la corsa verso un titolo del mondo che sembrava dovesse per l’ennesima volta sfuggirgli.Poi le urla si spengono, la polvere ricade a terra e un silenzio di tomba avvolge il Santamonica…Rainey resta a terra, il pilota d’acciaio che non cade mai non si rialza, arrivano i soccorsi, il mondo continua a muoversi, i piloti a correre, ma forse nessuno si rende conto che il quel momento la corsa di un uomo dal polso di ferro e dagli occhi di ghiaccio si è interrotta per sempre…Wayne Rainey nasce il 23 ottobre del 1960 Norwalk una tranquilla cittadina del Connetticus, la sua marcia di avvicinamento alla velocità su pista segue l’iter classico dei piloti d’oltreoceano, Rainey infatti esordisce nelle corse di Dirt Track e sviluppa già in quelli anni un guida fatta soprattutto di determinazione e forza.Il passo verso le piste di asfalto è breve e avviene nelle corse per derivate di serie, categoria nata e sviluppatasi in America, prima di salire agli onori mondiali con l’attuale Superbike. Agli inizi della sua carriera è la Honda a spalleggiare la crescita agonistica del giovane Wayne e proprio con la moto giapponese, dopo essere diventato un pilota di spessore in patria, debutta nel Transatlantic Trophy (competizione che contrappone i migliori specialisti inglesi ai piloti americani in sella a grosse e pesanti 1000 strettamente derivate dalla serie) epico il duello con Schwantz che lo vede alla fine primeggiare dopo una serie di eccitanti duelli carena contro carena.Il debutto nel mondiale avviene nel 1984 a dare al pilota la possibilità di correre è il neonato team Roberts( team che si rivelerà fondamentale per il proseguo della carriera di Wayne) che gli mette a disposizione una YZR 250 privatissima.Fin dall’esordio nel Gp del Sudafrica si capisce che la moto non è assolutamente competitiva e che le gomme Dunlop standard, insieme alla pochissima conoscenza dei circuiti europei, saranno per Rainey ostacoli difficilissimi da superare.A fine stagione il bottino è davvero magro con un solo podio e un giro veloce in gara.La carriera di Rainey vacilla e coraggiosamente, il pilota americano preferisce tornare in patria per affinare le sue doti, che bruciare la sua carriera restando in Europa con una squadra che ancora non aveva i mezzi per assecondarlo.Dal 1985 al 1987 si dedica al campionato AMA in sella alla Honda, sono gli anni della maturazione definitiva di Wayne, gli errori commessi agli inizi della sua carriera gli sono utili per riordinare le idee e per trovare la forza di riprovare a buttarsi nella mischia del campionato del mondo.Nel 1988 Roberts lo richiama con se, la piccola squadra degli esordi è ora diventata un punto di riferimento per tutti all’interno del paddock e la Yamaha accortasi delle grandi doti manageriali di Kenny, gli affida materiale di prim’ ordine e le ambite YZR 500.Rainey diventa così la punta di diamante del team Roberts sponsorizzato dalla Lucky Strike e insieme al compagno di squadra Kevin Mcgee accetta di buon grado interminabili sedute di test invernali per prepararsi al meglio al debutto.Il campionato inizia a Suzuka in Giappone e appare chiaro fin dall’inizio che Wayne non è più il brutto anatroccolo che correva in 250, ma un cigno maestoso capace di volare più forte di tutti, nonostante l’inesperienza nella classe regina. A Jerez quarta gara della stagione è già in lotta per la vittoria, ma il talento e il “mestiere” di Lawson riescono a piegare la sua resistenza.La prima vittoria però non tarderà ad arrivare sarà l’Inghilterra a tenere a battesimo la prima affermazione nella classe 500, a Donington infatti, il debuttante Rainey dimostra che con la volontà e l’impegno è possibile vincere anche al debutto.La grande dote del pilota americano è stata da sempre la costanza di rendimento, Rainey non mollava mai, era uno che lottava come un leone sia che stesse duellando per la vittoria sia che si combattesse per un piazzamento nelle retrovie.La stagione ‘88 finisce con Wayne al terzo posto nella classifica assoluta, davvero non male per un debuttante.Il 1989 è l’anno della definitiva ascesa, instaura con Roberts un rapporto di grande intesa, simile è il loro approccio alle corse, così metodico, preciso ed ostinato.In Roberts Wayne trova non solo un team manager, ma anche un vecchio combattente capace di elargire preziosi consigli e di regalargli la carica giusta nei momenti più difficili.La prima gara a Suzuka è uno spettacolo di memorabile intensità Rainey e Schwantz infiammano la platea con sorpassi al limite accendendo la miccia di una rivalità che andrà avanti negli anni con grande rispetto reciproco, a differenza purtroppo di quanto avviene ora tra i grandi campioni moderni.La Yamaha però non è a livello della Honda di Lawson, Rainey è spesso costretto a guidare al 110% per sopperire alle mancanze di un mezzo limitato anche dai pneumatici Dunlop decisamente peggiori delle Michelin di Eddie.Commette un errore fatale sulla pista di Anderstop e nonostante 3 vittorie e un rendimento molto costante regala la vittoria finale a Lawson terminando subito alle sue spalle in campionato.1990 è un anno di grandi cambiamenti, la federazione internazionale decide di appesantire le 500 di 15 kg portando il peso a secco a 130, l’idea è quella di renderle più guidabili, ma l’effetto ottenuto è tutto il contrario visto che le moto più pesanti stressano maggiormente le gomme rendendo un inferno gli ultimi giri di gara.Nello stesso anno il team Roberts entra nell’orbita Marlboro e i nuovi capitali insieme all’arrivo in squadra del campione del mondo uscente Lawson e del giovane talento Kocinski fanno del team Yamaha finalmente gommato Michelin, la vera forza del campionato.Rainey fa capire fin da subito che non ha intenzione di concedere nulla ai suoi avversari, macina pole position, giri veloci e vittorie con una facilità disarmante e piega in fretta la concorrenza di nomi molto evocativi come Schwantz, Lawson,Gardner ed un giovane Doohan.Vince in tutto sette gare e si laurea per la prima volta campione del mondo con una gara d’anticipo nel gran premio di Cecoslovacchia.Nella stagione 1991 Rainey si presenta più in forma che mai al via del campionato, la Yamaha è ritornata alle gomme Dunlop, anche se stavolta sono proprio le gomme anglo giapponesi l’asso nella manica per la Yamaha. L’australiano Michael Doohan prima guida della Honda, si dimostra in grande ascesa, ma le Michelin lo penalizzano fortemente, si capisce che sarà un osso duro nell’immediato futuro, ma per ora il dominio di Rainey non è in discussione e nemmeno uno straordinario Schwantz nulla può contro di lui.Vince 6 gare e si riconferma il numero uno indiscusso della classe regina.Wayne è un animale da gara, riesce a trovare dentro di se le motivazioni per guidare “al di sopra dei problemi”, pur non essendo un mago nella messa a punto, il biondo americano dagli occhi di ghiaccio, supera con una guida in derapata di esaltante difficoltà, le carenze di un mezzo che non sempre è all’altezza della concorrenza,e fa della costanza di rendimento una vera e propria fissazione. Rainey cade pochissimo e fin dai primi giri di gara riesce ad imporre un ritmo forsennato, impossibile da sostenere per i suoi avversari, carismatico, duro ed estremamente professionale Wayne è il pilota che ogni team manager vorrebbe avere. 1992 si apre con una brutta scoperta per il due volte campione del mondo, la Honda fa esordire un nuovo motore “a scoppi ravvicinati” per la sua NSR e Doohan fin dall’esordio annichilisce gli avversari dominando tutta la prima parte del campionato.La chiave di volta della stagione sembra poter arrivare al Mugello quando con un Doohan in crisi, Wayne prende il comando, ma a metà gara cade e regala la gara ad un raggiante Schwantz.Il campionato sembra definitivamente perduto, ma ad Assen una banale scivolata, taglia fuori dai giochi uno sfortunato Doohan, che complice un intervento del tutto sbagliato dei medici olandesi rischia l’amputazione di un arto.Rainey annusando la possibilità di portare a casa un campionato che tutti ormai davano per perso, tira fuori dal cilindro tutta la sua classe, accumula vittorie e piazzamenti consumando in breve tutto il vantaggio di Doohan in classifica.In Sud America va in scena l’ultimo atto di un campionato ricco di colpi di scena, un Doohan provato e magrissimo che fatica a reggersi in piedi, sale lo stesso in sella tentando una strenua difesa del titolo, ma Rainey è un vincente per natura e per nulla intenerito dal gesto del rivale si piazza terzo in gara conquistando i punti che gli servono per conquistare il suo terzo titolo consecutivo.Il 1993 è l’anno di Schwantz, finalmente il texano dispone di una moto competitiva, mentre Rainey paga le scelte sbagliate della Yamaha e si presenta al via del campionato in ritardo. Lo scontro è tra i due rivali di sempre con un irriconoscibile Schwantz costante come non mai, e un Rainey costretto ad inseguire.In Inghilterra però accade il colpo di scena Doohan arriva lungo in staccata e abbatte Schwantz e il suo compagno di squadra Barros, il texano ne esce malconcio e debilitato fisicamente nelle ultime gare comincia ad arrancare, sembra ripetersi il copione del campionato ‘92 . Il pilota Yamaha già vincitore di 4 gare, da fondo a tutte le sue energie per scavalcare in campionato il convalescente pilota Suzuki.A Misano Rainey inseguiva un sogno, laurearsi per la 4° volta campione del mondo, ergersi per l’ennesima volta al di sopra di tutti, fare la sola cosa che lo appagava cioè vincere,invece ha trovato una nuova vita, fatta di operazioni, sofferenze e paralisi in poche parole l’immobilità totale ed inappellabile dei suoi arti, la peggiore punizione che potesse capitare ad un uomo straordinario come lui.Le cause del dramma non sono mai state chiare, anche se la soluzione più probabile è che la pedana della moto si sia infilata nella schiena del pilota fratturandogli alcune vertebre dorsali.Perdere Wayne è stato un duro colpo per il circus mondiale, forse prima della tragedia in pochi si erano resi conto della grande umanità di questo pilota, della sua folle determinazione.Negli anni in cui ci ha regalato emozioni è stato anche un campione di correttezza, senza mai andare sopra le righe anche durante i confronti più ravvicinati.Finito il lungo iter ospedaliero ed il periodo di convalescenza Rainey è tornato nel mondo delle corde come team manager,ma la sua carriera in questi panni è stata piuttosto avara di soddisfazioni. Wayne non ha mai smesso di essere un pilota, nemmeno dopo aver perso l’uso delle gambe, pretendeva di insegnare ai suoi piloti ad andare in moto, quasi comandandoli con un telecomando, Capirossi che in 500 debutto proprio con il team dell’americano, soffrì molto di l’ atteggiamento di Wayne che dimostrò da subito di avere un carattere troppo forte per fare il team manager.La grandezza di un uomo si vede però anche dalla sua capacità di riconoscere i suoi errori, resosi conto che non era quello il suo futuro, Rainey ha lasciato, ha chiuso la porta del suo passato e si è ritirato a vivere con la sua famiglia ed il figlio Rex.Mi resta un ricordo di Rainey ben impresso nella testa, mi ricordo di lui che alla domanda di un giornalista che gli chiedeva cosa gli mancava di più da quando aveva perso l’uso delle gambe rispondeva con gli occhi gonfi di lacrime “andare in moto!”.

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Gran Premio D’Olanda

Pubblicato da Gianluca su 24 Giugno, 2008

Terminata da poche ore la gara in Gran Bretagna già si pensa alla successiva. Questa volta si corre ad Assen, in Olanda. Come da tradizione, su questa pista, si corre di sabato. Quindi attenzione a non sbagliare giorno.

Ecco gli orari:

10:45GRAND PRIX G.P. OLANDA – 125

12:15GRAND PRIX G.P. OLANDA – 250

14:00GRAND PRIX G.P. OLANDA -MOTOGP

15:00GRAND PRIX – FUORI GIRI.

Si accettano pronostici

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Cascate Nardis

Pubblicato da Gianluca su 23 Giugno, 2008

Finalmente ieri, dopo settimane di pioggia, abbiamo goduto di una bella giornata soleggiata e calda. Forse troppo calda, ma considerando il tempo che ci ha accompagnato per tutta la primavera non lamentiamoci.

Prevedendo appunto la calura, abbiamo deciso di andare a nord. Quindi niente appennini per questa volta, ma direzione Cascate Nardis. Francamente non ci aspettavamo che anche la ci fosse tutto sto caldo. Il signore delle salamelle, che apparentemente doveva essere un vikingo, ci ha detto che fino a qualche giorno prima c’erano 5 gradi. Ieri però erano 30! Ad ogni modo, parlando delle cascate, penso che molti di voi già conoscano la loro bellezza. L’ambiente è veramente bello. Ulteriori immagini le trovate a questo link. L’unica nota stonata sono i 3 euro per l’ingresso al parco delle moto, ai quali si aggiungono i 4,5 euro ad ogni salamella…

Comunque una bella gita, poco impegnativa e ricca di curve. Ci vediamo Domenica prossima.

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Il Lungo Braccio Della Legge

Pubblicato da Gianluca su 23 Giugno, 2008

Iniziamo subito con le buone notizie: Io non ho preso la multa. L’altra notizia, se pur di poco conto, è che Max e Alberto invece l’hanno presa.

Sembrava che la giornata fosse arrivata quasi al termine senza nulla di particolarmente rilevante. Ma sulla via del ritorno, all’altezza della Curva Spettatori delle Coste, ecco che la legge, in tutta la sua autorità, spunta all’improvviso. Naturalmente il sottoscritto, con tutto il suo carisma, riesce abilmente a far valere le sue ragioni, ipnotizando i due agenti. Il risultato è quello di essere subito lasciato libero con tanto di scuse e promessa che non avverrà più.

Discorso diverso per i due giovani, che a causa della loro scarsa esperienza in queste situzioni, vedono subito mettersi la cose per il verso sbagliato. Le targhe inclinate a 60 gradi anzichè 30 e le marmitte vagamente rumoreggianti fanno il resto. La loro giornata si conclude con un bel verbale da 74 euro.


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Max Canini Prova Adria

Pubblicato da Gianluca su 20 Giugno, 2008

Ormai è certo. La prenotazione l’ho effettuata io personalmente. Domenica 6 luglio Max e la sua Yamaha R6 si cimenteranno in quel di Adria.

Così, oltre a Castrezzato per il 28 luglio, Max girerà in pista anche sulla pista veneta.

Mi permetto di fare i complimenti a questo ragazzo, che nonostante sia un novello delle due ruote, non ha paura a provare le brezza della pista. Il tutto con umiltà e senza proclami di guerra.

Da parte mia sarò lieto di fornire tutti i consigli e le risposte alle sue domande.

Ed intanto lui c’è. Gli altri dove sono?

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Gran Premio D’Inghilterra

Pubblicato da Gianluca su 19 Giugno, 2008

E ci risiamo. Questa domenica, mentre noi tutti speriamo di essere in giro con le nostre moto, si svolgerà il gran premio a Donington Park. Vi ricordando che in Gran Bretagna il fuso orario è spostato di un ora, ma per non sovrapporsi alla formula 1, il Gp verrà trasmesso alle 16.

La domanda è sempre la solita: Chi vincerà questa corsa? E chi arriverà sul podio? La Risposta Domenica poco prima delle 17…

Intanto fate i vostri pronostici.

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Martedì Sera a Piacenza

Pubblicato da Gianluca su 18 Giugno, 2008

Come vi avevo accennato tempo fa, il martedì sera, è tradizione andare in moto a Piacenza. Se le condizioni del tempo sono favorevoli, potremmo andare tutti assieme a fare un giro e a vedere un pò di movimento. Per chi non lo sapesse, il martedì sera a Piacenza si ritrovano moltissimi motociclisti provenienti da buona parte del nord italia. Una specie di raduno che si svolge tutte le settimane d’estate. E potremmo prendere anche l’occasione per distribuire un pò di volantini per la nostra festa di luglio. In 45 minuti, forse meno, siamo la. Quindi chi volesse venire lo dica in modo da organizzarci.

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Evviva la Pista

Pubblicato da Gianluca su 16 Giugno, 2008

Ieri sono tornato di nuovo a girare in pista. Questa volta sono andato ad Adria. E qui qualcuno potrebbe chiedersi come mai fin la quando a 15 km circa c’e’ l’autodromo di Castrezzato. Infatti non parrebbe normale il fare 450 km tra andata e ritorno per una pista che è più o meno analoga a quella a noi più vicina. Allora vi spiego qualche cosina che magari vi potrebbe essere utile anche solo a titolo informativo:

Punto 1: Ad Adria non esistono turni da 20 minuti ma solo mezze o intere giornate. Il che significa che con 120 euro si può entrare ed uscire quanto e quando si vuole nel corso delle 4 ore. A Castrezzato ogni turno costa 35 euro e dura appunto 20 minuti;

Punto 2: La prenotazione ad Adria comporta una caparra di 36 euro mentre a Castrezzato paghi in anticipo l’intero importo. Quindi se per caso piove o cmq non puoi presentarti e non giri perdi 36 euro nel caso di Adria mentre perdi TUTTO per quanto riguarda la pista bresciana;

Punto 3: Nel caso tu abbia scelto di andare a Castrezzato devi sapere che se durante il tuo turno un pilota cade, e la moto resta in pista, hai praticamente perso il turno perchè la bandiera rossa è quasi una certezza su questa pista. E i tempi di recupero, vista la scarsissima organizzazione, sono biblici. Nella pista veneta invece sono molto più veloci e le bandiere rosse sono molto rare. Ed in ogni caso, anche dopo un uscita per bandiera rossa, puoi subito rientrare;

Punto 4: Premetto che a me la cosa non riguarda, ma perchè uno per prenotare a Castrezzato deve per forza avere Internet? Saremo magari antiquati, ma il telefono non ci sembra ancora sul viale del tramonto. Ad adria telefoni e ti dicono se c’è disponibilità o meno, dopo di che puoi andare in posta e con un semplice bollettino da 1 euro puoi fare il versamento. Altro che bonifico bancario e paypal;

Punto 4: Forse devono aspettare che ci scappi il morto, per capire che in 2600 metri non è molto sensato far entrare contemporaneamente 43 moto. Tenete presente che ad Adria, che misura anche 100 metri in più, il limite di moto presenti contemporaneamente in pista è di 30 unità. E sono già tante.

Queste sono solo alcune considerazioni sul perchè molta gente, anche di Brescia, preferisce andare altrove. La mia non vuol essere una critica a priori a Castrezzato e un elogio ad Adria. E’ solo un dato di fatto. Ed è un peccato perchè la pista di Castrezzato adesso è molto bella, forse più di Adria, e se in futuro i gestori cambieranno politica allora inizieremo a frequentarla certamente più di ora. Io sono fiducioso.

Tornando a me devo dire che anche ieri mi sono divertito tanto. Non c’è nulla di paragonabile, almeno per me, di una bella giornata passata in pista a staccare, piegare e accellerare come non potrei mai fare su nessuna strada aperta al pubblico. Chi va in pista mi capisce alla perfezione. Ora potete pure sfottere per la foto, tanto io non sono permaloso.

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Presentazione Desmosedici

Pubblicato da Gianluca su 14 Giugno, 2008

Avviso a tutti i soci del Motoclub. Domenica sera alle ore 21 siamo stati invitati da Bms Motorsport (www.bmsmoto.it) di Gavardo (BS) alla  presentazione della Ducati Desmosedici. Per eventuali informazioni rivolgetevi a Giancarlo.

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Si Va In Pista

Pubblicato da Gianluca su 13 Giugno, 2008

Questo è un avviso rivolto a tutti i soci del Motoclub. Scusate se scrivo con un certo ritardo ma la cosa è nata dal nulla solo qualche giorno fa. Ennio stà organizzando per lunedì 28 luglio mattina un uscita sulla pista di Castrezzato. Si fa di lunedì perchè non ci sono i turni da 20 minuti ma l’ingresso a pista libera per 4 ore. Siccome i posti sono limitati e sarebbe bello andare in tanti di noi, è meglio prenotare al più presto. Ricordo ai neofiti della pista, che l’ingresso libero nelle 4 ore è più indicato che i turni da 20 minuti. Aspetto vostre notizie!

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A Volte Ritornano

Pubblicato da Gianluca su 12 Giugno, 2008

Nuove notizie in arrivo dal fronte Abrami. E’ quasi certo, come conferma il manager Pernat, che per fine luglio, il nostro eroe delle piste sembrerebbe intenzionato al grande rientro nel mondo delle corse. La data dovrebbe essere compresa nei due lunedì, il 21 e il 28, di luglio. Non si sa ancora con quale moto dovrebbe correre. Escludendo le ipotesi più remote, tra le quali l’uso della Yamaha m1 di Rossi, paventata nei giorni scorsi e poi tramontata per il veto del pilota pesarese, e chiusa anche l’ipotesi Ducati per il rischio di creare tensioni con lo stesso Stoner che vedrebbe un avversario in casa, sembra che alla fine il Team Manager Bobby Chalton abbia offerto una moto della propria squadra. L’ipotesi GSX-R sembra al momento quella con maggiori possibilità di successo nonostante Abrami si sia sempre dichiarato poco propenso all’uso di mezzi troppo bruschi e di difficile amministrazione. Le vicende del 26 Maggio sulla pista di Castrezzato (vedi foto) hanno il loro peso, ma al momento non sembrano esserci alternative. Non ci resta che attendere ulteriori sviluppi. Vi terremo informati.

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Freddie Spencer

Pubblicato da Gianluca su 11 Giugno, 2008

Da oggi vi parlo dei piloti che hanno fatto un pò la storia moderna del nostro sport preferito. L’apertura di questa rubrica è dedicata a Freddie Spencer. Non avendo vissuto in pieno gli anni delle sue gesta mi affido a quanto scritto su wikipedia. Di seguito, infatti, trovate la scheda relativa a spenser pubblicata da wiki. Buona lettura.

Freddie Spencer (Shreveport, 20 dicembre 1961) è un ex motociclista statunitense, ultimo pilota in ordine cronologico a vincere nello stesso anno il titolo mondiale in due differenti categorie.

Campione nazionale per la classe 250 nel 1977 e nel 1978 (prima tra i “Novizi” e poi tra gli “Esperti”), Spencer esordì nel motomondiale due anni dopo come collaudatore della Yamaha nella classe 500: in quella stagione ebbe anche l’opportunità di scendere in pista nel Gran Premio del Belgio, ma non riuscì ad entrare in zona-punti. Nel 1981 passò alla Honda, dove guidò la rivoluzionaria NR500 a pistoni ovali, primo tentativo della Honda di far correre una quattro cilindri a quattro tempi, quando dal 1975 erano state le 2 tempi ad aver sempre vinto il titolo in 500. La moto, guidata inizialmente da Katayama e Grant, non ebbe risultati di rilievo, collezionando una serie di brutte figure, dovute anche alle difficoltà alla partenza dei GP, che al tempo prevedevano l’accensione a spinta delle moto. La quattro tempi, di solito, si avviava quando le due tempi erano già alla prima curva. Spencer subentrò a stagione iniziata e riuscì, se non altro, a farla girare sui tempi delle Suzuki e Yamaha, dominatrici dell’epoca. Nel 1982 la Honda abbandonò il progetto NR, schierando la NS 500 a due tempi, progetto meno rivoluzionario, che si caratterizzava per essere l’unica tre cilindri in gara contro le quattro cilindri Suzuki e Yamaha.

Nel 1982 vinse il suo primo Gran Premio di motociclismo in Belgio, e dopo aver bissato tale successo a San Marino si piazzò al terzo posto della classifica generale con 72 punti. Pilota molto veloce sul giro secco, si pose al centro dell’attenzione sia per aver ottenuto la pole position nelle ultime tre gare disputate, ma anche soprattutto per aver rivoluzionato lo stile di guida delle motociclette delle 500: prima che egli arrivasse, le traiettorie della 500 erano quelle della 250, ovvero classiche e rotonde. Spencer invece ha praticamente introdotto le linee attuali, in cui l’obbiettivo primario diventa fare meno strada possibile con la moto inclinata: nel suo stile di guida importante non è la velocità di percorrenza della curva, ma aprire prima degli altri tutto il gas.

Nel 1983, dopo un duello serratissimo con Kenny Roberts, fu campione del mondo della classe regina a seguito di sei successi (in Sudafrica, Francia, Spagna, Jugoslavia e Svezia oltreché nel Gran Premio delle Nazioni), sette pole position e 144 punti, solo due in più del rivale. Nella stagione seguente vinse cinque gare, ma cinque furono anche i suoi incidenti e ciò non gli consentì di andare al di là del quarto posto in classifica ma con una condizione: se arrivava in fondo alla gare, aveva molte chances di vincerle.

Noto nel paddock per una sopravvalutazione dei propri mezzi (era convinto di avere la “super vista”, ossia la capacità di vedere i volti di tutti i passeggeri di un treno anche attraverso il passaggio a livello), nel 1985 Fast Freddie corse sia nella 500 che nella classe 250, riuscendo a diventare campione del mondo di entrambe: sette successi e 141 punti nella prima, altre sette vittorie e 127 lunghezze nella seconda, riuscendo nell’impresa di sconfiggere campioni quali Eddie Lawson e Anton Mang. Nello stesso anno partecipò, vincendoli a sorpresa, al campionato Superbike e alla gara di Daytona.

Da quel momento in poi iniziò però la sua crisi: nel Gran Premio di Spagna del 1986, primo della stagione, ottenne la pole position ma dovette ritirarsi a pochi giri dal termine a causa della tendinite mentre era largamente in testa. Altri infortuni (al ginocchio, agli occhi, alla testa) non gli permisero di ottenere un solo punto iridato in quella stagione, ma Spencer rifiutando di farsi curare dai medici del motociclismo, scatenò una serie di dubbi sulla veridicità dei suoi problemi fisici.

Ormai nettamante in crisi, colse solo quattro punti (raccolti tutti in Svezia) nel 1987, mentre la concessionaria Honda che aveva aperto nel suo paese natio fallì miseramente. L’anno seguente si ritirò dall’agonismo, salvo tornarci fugacemente con l’aiuto di Giacomo Agostini nel 1989 e nel 1993 con la Yamaha, ottenendo come miglior risultato complessivo un quinto posto in Spagna il 30 aprile dell’89. Rinetrò alle gare negli Stati Uniti, in superbike, prima con la Honda ed in seguito come pilota ufficiale della Ducati USA, con la quale colse l’ultima vittoria. In seguito appese definitivamente il casco al chiodo.

La sua drammatica uscita di scena ha fatto sorgere tra gli esperti alcune domande circa la sua grandezza sportiva: per alcuni fu il più grande, mentre per altri solo il più misterioso. Tra le tante voci è girata con insistenza anche la tesi di una crisi sentimentale che ha seriamente segnato questo pilota dalla psicologia alquanto complessa. Recentemente Spencer, adepto di una setta religiosa che proibisce i rapporti sessuali prima del matrimonio, ha aperto una scuola di motociclismo negli Stati Uniti d’America.

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Grazie!

Pubblicato da Gianluca su 11 Giugno, 2008

E dai e dai ci siamo gia arrivati. E’ con grande piacere che vi annuncio che siamo arrivati a 1000 contatti. Se teniamo conto che abbiamo il blog da una decina di giorni, dobbiamo dire che il risultato non è male. Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito a raggiungere questa quota. Quelli che vengono regolarmente e quelli che ci passano per caso. Un grazie, anzi, grazie 1000 a tutti voi.Ci vediamo al traguardo dei 10 mila.

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The Indipendent Day

Pubblicato da Gianluca su 9 Giugno, 2008

Le apparenze ingannano. Ormai è un fatto appurato. Quante volte ci siamo sbagliati nel dare giudizi o ad emettere sentenze fidandoci delle apparenze? Praticamente sempre. Oggi invece dobbiamo cercare di non fidarci delle apparenze, soprattutto in considerazione del rischio che stiamo correndo. Tra poco tempo, la vita come la conosciamo noi, potrebbe cambiare in maniera improvvisa e violenta. E’ di pochi giorni fa la notizia, che se confermata, potrebbe gettare nello sconforto la nostra comunità. Voci molto insistenti parlano di una possibile patente motociclistica per la ragazza nella foto. Se le cose stanno effettivamente così, allora nessuno può dire di essere al sicuro. Ricollegandomi a quanto detto sopra, ribadisco il concetto delle apparenze che ingannano. Non fatevi ingannare dall’aria da ragazza tenera e dolce. Sotto quel corpo dalle sembianze umane si nasconde un temibile killer della strada. Nessuna pietà avrà chi di fronte alla sua strada si troverà! Già immagino flotte di nonnine falcidiate al suo passaggio, bambini terrorizzati arrampicarsi sulle piante per fuggire, esorcisti pronti a tutto per liberarla dal demonio. Mobilitiamoci tutti per evitare che questo drammatico evento possa aver luogo! Mi rivolgo soprattutto alle scuole guida: Chiudete i battenti a tempo indeterminato, fin quando l’emergenza sarà cessata. E ricordate tutti: Le apparenze ingannano.

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L’Italia In Moto

Pubblicato da Gianluca su 9 Giugno, 2008

Domenica scorsa, mentre tornavamo a casa sotto la sempre presente pioggia, mi sono accorto di una cosa che fino ad allora non avevo mai notato. Per essere onesti, devo dire che non mi sono esattamante accorto io, ma bensì un ragazzino, passeggero dell’auto di mamma e papà, che con noi percorreva l’autostrada. Essendo più veloci di noi, anche se di poco, ho visto la scena e non ho potuto che sorridere di fronte all’agilità mentale che solo i bambini hanno. Il segnare col dito le nostre moto che procedevano in fila indiana, e sventolare una bandierina dell’italia mi ha fatto immediatamente notare una cosa che non mi era mai passata per la testa, ne a me ne agli altri soci del gruppo. Comunque, per ribadire un concetto a me caro dico che la più bella è quella rossa, la più brutta quella verde, ed in mezzo la più inaffidabile.

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La Moto Del Vicepresidente

Pubblicato da Gianluca su 8 Giugno, 2008

Forse in pochi sanno che il nostro vicepresidente Giancarlo, sembrerebbe intenzionato a cambiare moto. Evidentemente i vari sfottò sul suo vfr l’hanno convinto a comprare qualcosa di più specialistico e performante. E allora, conoscendo i suoi gusti e sopratutto valutando la sua età che aumenta come il debito pubblico italiano, credo di aver individuato il modello che fa per lui. Si tratta della nuova Yamaha V-Max, presentata proprio in questi giorni.

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In Buone Mani

Pubblicato da Gianluca su 7 Giugno, 2008

Ieri sera si è svolta la consueta cena mensile del Motoclub. In questa occasione si è deciso di spostarla al venerdì per una sfida a calcetto contro i ragazzi (si fa per dire) del biciclub. Sinteticamente vi dico che abbiamo festeggiato anche il compleanno mio e di Giancarlo. Una considerazione merita la foto. Trattasi del nostro presidente, che evidentemente la palla la deve aver ingoiata. E’ proprio vero: siamo in buone mani.

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Chi L’ha Visto?

Pubblicato da Gianluca su 7 Giugno, 2008

Questa settima parliamo di un caso scottante. L’immagine visualizzata ritrae un nostro socio scomparso in circostanze misteriose in concomitanza con il gran premio di francia classe motogp. Chiunque avesse sue notizie è pregato di contattare direttamente la redazione o le forze dell’ordine.

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