Barry Sheene
Pubblicato da Gianluca su 8 Luglio, 2008
Oggi parliamo di un altro campione del motociclismo degli anni 70/80: Barry Sheene.
Barry Sheene nasce a Londra l’11 settembre 1950 e diventa campione del mondo della classe 500 per due volte consecutive negli anni 76 e 77. Morirà il 10 marzo del 2003 a causa di un tumore nella sua casa di Sidney dove si trasferi a fine carriera.
Esordì come pilota a diciotto anni, riuscendo ad ottenere buoni risultati a livello nazionale. Fu notato dalla Suzuki che nel 1970 gli diede l’opportunità di esordire nel mondiale classe 125 cc.
Nel 1971 vinse tre Gran Premi in sella a una Suzuki (uno nella classe 50 cc e gli altri nella classe 125 cc) e uno con la Yamaha (sempre nella ottavo di litro). Per due anni non ottenne però nessun risultato di rilievo, tanto da far credere di essere un pilota finito.
Passato alla 500 cc nel 1974, fino al 1981 Sheene conquistò ben 19 vittorie che gli valsero, nel 1976 e nel 1977, il titolo di campione del mondo. Negli anni successivi subì la supremazia agonistica dell’astro emergente del motociclismo Kenny Roberts, classificandosi secondo nel campionato mondiale del 1978 e terzo in quello del 1979 (dietro anche all’italiano Virginio Ferrari). Celebre per il temperamento esuberante, allegro e scanzonato sia in pista che nella vita privata, nel corso della sua carriera sportiva ebbe alcuni gravissimi incidenti che non gli impedirono però di continuare a gareggiare. Il più tragico di questi gli occorse nel 1975, quando a Daytona rimediò fratture in tutto il corpo. Sulla sua Suzuki 750 esplose la ruota posteriore durante le prove facendolo cadere paurosamente. Nel 1982 sul circuito di Silverstone si fracassò le gambe finendo con la sua Yamaha contro la moto di un pilota caduto prima. Sheene a seguito di questi infortuni dovette subire alcuni complessi interventi chirurgici che gli permisero di ricostruire gli arti inferiori a prezzo di numerose viti nelle ossa per tenerle insieme. Ottenne la sua ultima vittoria in una corsa del motomondiale nel 1981, alla guida di una Yamaha. Dopo una breve parentesi alla Honda e un fulmineo ritorno alla Suzuki, si ritirò dalle competizioni agonistiche nel 1984.
Morì prematuramente per un tumore alla gola. Valentino Rossi, suo grande ammiratore, per una volta rifiutò di mettere in carena il suo numero preferito (il 46) optando per quello scelto da Sheene (il 7) quando il britannico ancora correva. Restano memorabili, oltre le sue imprese da campione, alcuni episodi avvenuti in diversi aeroporti poiché passando sotto il macchinario che controlla la presenza di metallo, per individuare pistole e coltelli, Sheene provocava sempre l’innesco della sirena di allarme e doveva spiegare ai poliziotti che in corpo aveva una notevole quantità di metallo contenuta nelle viti che i chirurghi gli avevano impiantato a causa dei suoi numerosi infortuni di gara (e per tal motivo era soprannominato “Iron Man”, “Uomo d’acciaio”).
Babo detto
Questo si che era 1vero pilota il migliore in assoluto…
Gianluca detto
per un errore mio ho cancellato qualche commento. non si verifichera’ piu