MOTOCLUB SAN PAOLO

MOTO ED AFFINI

Archivio per Novembre 2008

The President

Pubblicato da Kawa Babo su 30 Novembre, 2008

dscn2180 Dopo il successone riscosso dalla vera storia di Roberto Bono ecco a voi l’uomo che rappresenta al meglio il Moto Club San Paolo, il nostro super Presidente: Davide “Bobi” Monteverdi.

A vederlo così non sembra un motociclista tra i più duri e puri non ha l’abbigliamento +tecnico, non ha +la forma smagliante dei bei tempi andati, non è un un gran piegatore ne staccatore ma c’è una cosa dove è imbattibile: i monoruota con sfrizionata.

Ogni rettilineo è buono per fare un impennata sia col suo amatissimo Suzuki sia con vari cross che usa per andare a “d’acquare”, manca solo di tirare a candela lo scooterone.

Sulla suo Suzuki GSX-R 750 S.R.A.D. del 97 c’è da fare un piccolo appunto perchè ormai la suo moto è diventata un most per tutto il Moto Club e nonostante gli anni che passano gli resta sempre un certo fascino. Saranno la viteria in finto ergal, gli adesivi della Corona o l’apertissimo Yoshimura ma la sua moto è sempre al centro di ogni nostra manifestazione.

L’unico rimprovero da fare al nostro amato presidente è di smettere di prestare la moto a  Bram che gliela demolisce in pista e peggio ancora di portarla sempre da lui a far “mettere a punto” con pezzi di dubbia provenienza.

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Il Trivellone

Pubblicato da Kawa Babo su 28 Novembre, 2008

robi-adria-14 Siccome vi siete lamentati che non vi delizio più con i miei articoli e visto che adesso che nevica non c’è un cazzo da scrivere sul Blog, ho deciso di presentare al grande pubblico i membri più caratteristici del Moto club San Paolo.

La scelta del primo mi è quasi venuta spontanea… Roberto Bono (Trivella per gli amici) è un motociclista con una doppia personalità. La sua moto è sempre pronto pista Carene VTR (con una grafica assurda) gomme in mescola e setting Mugello, e in effetti la maggior parte dei chilometri il nostro caro Roby li fa in pista dove si dimostra un “pilota” discretamente veloce. L’unica cosa che non l’ha fatto arrivare a circus importanti come SBK o Moto GP è stata la caduta dal seggiolone all’età di 2anni che ha frenato le sue capacità psico-fisiche.

La seconda faccia invece è quella del motociclista da aperitivo, detiene il record della “pista” Caprice-Baita sua e il record di Campari col bianco in un ora: Ben 30. Ovviamente in questo frangente non ha rivali, quindi se vedete un Suzuki  blu elettrico fuori da un bar non fermatevi! E’ lui il numero uno.

Nella foto in alto:Roby mentre svolta in piazza la domenica mattina all’Happy Hour.

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Ricordi D’Estate

Pubblicato da Gianluca su 22 Novembre, 2008

curveOrmai ci siamo abituati. Della bella stagione ci restano solo ricordi. Qualcuno sbiadito dal tempo che passa, ma altri, più intensi, reggono allo scorrere del tempo.

Per un motociclista, quello vero, curve, paesaggi ed itinerari restano indelebilmente stampati nella propria mente.

E’ il caso di tante strade, ricche di curve e poco trafficate, che tanto piacciono a noi, dalla tarda primavera fino alla fine della calda estate.

Sfogliando la mia raccolta personale di fotografie mi è venuta l’idea di organizzare una specie di quiz, una cosa alla buona, a cui tutti possono partecipare, consistente nell’indovinare il luogo dello scatto.

Partiamo con questo scatto relativo ad una bella strada tortuosa ma non troppo. Unico indizio: Scattata in un pomeriggio di Agosto.

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Chi Cambia?

Pubblicato da Gianluca su 10 Novembre, 2008

dscf2415Allo stand BMW ho incontrato Beppe. E non potevo incontrarlo se non alla BMW. Infatti pare che sia venuto in fiera solo per vedere la gamma bavarese. Anche lui è rimasto affascinato dalla linea della nuova sportiva di casa BMW.

A questo punto chi cambia? Io cambio marca passando da Yamaha a BMW, oppure Beppe cambia stile passando dal turismo alla pista?

A voi l’ardua sentenza.

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Non Ci Copiano Più!

Pubblicato da Gianluca su 10 Novembre, 2008

dscf2376Domenica sono andato all’Eicma 2008. Quello che segue sono mie personali considerazioni sui nuovi modelli della categoria Racing Replica.

La riscossa delle europee è ormai avvenuta, e anzi, in certi frangenti sembra proprio che l’avanzata dei marchi europei sia coincisa con la totale involuzione dei marchi Giapponesi.

Era gia avvenuto l’anno scorso con la presentazione della Honda CBR 1000. Una linea che non piace e non piacerà. E’ inutile che qualche fan del marchio dell’ala dorata dica il contrario. E non è cambiando il portatarga o lo scarico che le cose migliorano. Se una moto nasce brutta, brutta resta.

La stessa cosa vale per la Yamaha R1 che sembra aver copiato la filosofia Honda con l’aggiunta di due terrificanti silenziatori. Una specie di VFR. Per non parlare del gruppo ottico anteriore: un mix tra gli occhi di un calabrone e di una rana anoressica appena fatta di extasi.

Senza complicarsi troppo la vita in complesse teorie di design, basta osservare la sproporzione di queste due moto tra la parte anteriore e quella posteriore. E’ inutile, non ci si scappa, sono goffe.

Per quanto riguarda Suzuki e Kawasaki il discorso è leggermente diverso. Non piacendomi particolarmente il gruppo ottico di  entrambe, ed in particolare quello della verdona, non posso dire che siano moto che mi fanno impazzire. Però hanno una linea comunque equilibrata con l’apice del codone e la parte più alta del serbatoio più o meno sullo stesso livello. Ed infatti Ducati con la 849/1098/1198 segue questa filosofia.

Di Ducati cosa dire? Nulla! Se non che la linea dei modelli sopracitati resta di altissimo livello, proporzionata in tutte le sue forme come una vera moto da corsa, così come solo bene possiamo parlare della Bimota che ha centrato in pieno con la DB7.

Infatti, prima di dire che Honda e Yamaha sono innovative, che queste sono le linee del futuro e altre chiacchiere da bar simili, vi invito a fare una piccola riflessione. Avete mai visto una Motogp dal vivo? Ai saloni ci sono sempre. Quella è la linea delle moto da corsa, e non quelle schifezze che abbiamo visto con la CBR e con la R1.

E ora parliamo di quella che per me è la vera regina del salone: La BMW R1000SS. Nonostante fosse ancora la versione Racing, cioè senza fari e frecce, un’idea di quella che sarà la versione stradale la si fa. Da qualsiasi angolazione la si osservi si nota una pulizia di linee, un gusto nel design ed una grinta racing che nessun’altra moto ha. Forme proporzionate, spigolosa, un cupolino appuntito che è una meraviglia e una coda degna di tale nome ne decretano, per me, il titolo di moto più bella del salone.

Due parole anche per l’Aprilia: Stesso discorso di Honda e Yamaha. Brutta. Ne più ne meno come queste due, eredita la coda in stile moto degli anni 70 e un faro da RS 125.

In considerazione di ciò che ho visto mi viene da dire una cosa. Ma perchè i Jap non copiano più come facevano fino a poco tempo fa? Avevamo il vantaggio di moto belle ed aggressive unite alla proverbiale affidabilità dei prodotti del Sol Levante. Questa ricerca a tutti i costi di qualcosa di nuovo li ha portati a sfornare un mare di bruttezze. Per lo meno per quanto riguarda le sportive carenate.

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Ducati Streetfighter

Pubblicato da Gianluca su 3 Novembre, 2008

Giovedì 4 novembre prende vita il salone del Ciclo e Motociclo edizione 2008. Tra le tante novità che verranno presentate ci sarà pure questa bellissima Ducati dal nome emblematico.

Streetfighter è il nome del nuovo modello della casa di borgo panigale. Se il nome può sembrare eccessivo, basta guardare le immagine della moto per capire che tanto azzardato non è.

Sul sito Motoblog sono presenti alcuni dettagli. Eccoveli in breve:


“Entrambe, sia la Streetfighter che la Streetfighter S sono equipaggiate con un bicilindrico desmodromico V90 da 1099cc che assicura ad entrambi i modelli ben 155 CV a 9.500 giri ed una coppia notevole di 119 Nm. La versione “S” si differisce dalla versione “standard” per i cerchi forgiati in alluminio Marchesini e per fercelle e mono Öhlins.

Il telaio a traliccio di tubi d’acciaio, con un passo di 1.475 mm ed una inclinazione del canotto di sterzo di 25.6° dovrebbe rendere la Streetfighter equilibrata. Cambio di tendenza per la nuova Streetfighter che non ha gli scarichi sotto il codone come invece il modello di punta da cui la nuova naked eredita il potente motore, bensì un doppio scarico laterale.”


Onestamente dobbiamo riconoscere che si tratta di un prodotto ben realizzato e ben proporzionato che si pone in diretta concorrenza con un altra maxi naked di prestigio: La BMW k1300r.

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