
C’era una volta un circuito in provincia di Bologna. Un circuito all’antica come è di moda dire oggi.
C’era una volta un circuito immerso nel verde circondato da piante e ricco di atmosfera.
C’era una volta un circuito dove correvano Formula uno, Superbike, 125, 250 e 500.
C’era una volta un circuito che era tra i più belli, se non il più bello, del mondo.
C’era una volta un circuito dove gli scollinamenti ed i sali-scendi te lo facevano somigliare ad una strada di montagna.
C’era una volta un circuito dove il “tamburello” era tutta una curva da fare in pieno senza mollare mai.
C’era una volta un circuito dove chi aveva fegato, ma non era incoscente, andava forte e gli altri invece restavano indietro.
C’era una volta un circuito dove il paddock e le strutture in genere non erano mastodontiche come la moda vuole.
Quel circuito, o pista, si chiamava Imola. Fino al 2006 si è corso in moto ed in macchina. E qualche volta si sono svolte anche le prove libere per noi amatori.
Anche oggi si chiama “Circuito di Imola” ma la magia sta svanendo in nome dell’incapacità.
Nel corso degli anni, per motivi legati alla sicurezza, questo fantastico autodromo ha subito spesso delle modifiche. E’ il caso del Tamburello, che dopo la morte di Senna il 1° maggio 1994 è diventata una esse in luogo dell’unica curva. Tale modifica non ha comunque cambiato la fisionomia della pista ed ha portato il vantaggio della ritrovata possibilità d’accesso alle moto. Fino ad allora le moto non potevano usare la pista per l’elevata velocità di quella curva unita alla mancanza di vie di fuga.
Stessa storia per la variante bassa, che ha comunque portato vantaggi a noi motociclisti. Una esse lenta all’inizio del rettilineo ci consentiva di snocciolare un pò di marce.
Gli ultimi lavori, invece, sono un tributo allo spreco. Dopo l’uscita dal Circus della Formula 1, la società che gestisce l’impianto ha pensato bene di utilizzare i fondi pubblici, cioe’ quelli della cumunità, cioè i nostri, per eseguire dei lavori che sarebbero serviti per riportare la Formula 1 sulla pista emiliana. Si è iniziato col demolire con la dinamite il vecchio paddock per costruirne uno “moderno” e si è modificata la variante bassa, che difatti non esiste più. Ora, al posto di una esse, troviamo una semicurva che ci porta con maggior velocità sul rettilineo che non ha più la conformazione originaria. Infatti passa dove prima c’erano i box e si ricollega con la parte vecchia tramite una curva a destra con un muretto talmente vicino da chiedermi se possano ancora girarci le moto!
E’ notizia recente che il mondiale Superbike, nel 2009, farà tappa su questo bel circuito. E questo non può che farci piacere, ma l’organizzatore sta gia valutando la possibilità di mettere delle chicane provvisorie per evitare rischi in quel tratto. E’ la conferma che i lavori sono stati fatti molto male, da gente che non dovrebbe avere certe responsabilità.
Dimenticavo di dirvi una cosa: Con molta probabilità la Formula 1 a Imola non tornerà mai più. Con il divieto di pubblicizzare il tabacco, piano piano, gran parte delle gare si svolgeranno in quei paesi dove tale divieto non esiste. Non sono nate a caso le piste in Cina o nel Dubai, dove di Formula uno non interessa niente a nessuno, ma di cammelli se ne intendono parecchio.
Io non conosco i nomi di chi ha autorizzato questi lavori o di chi li ha progettati, non mi interessa nemmeno, ma sappiano che io non gli farei progettare nemmeno un WC! Incompetenti, incapaci e, scommetto, superpagati.
Il mondiale Motogp è finito ormai da tempo, ma non è uno stop prolungato come succedeva anni fa.