MOTOCLUB SAN PAOLO

MOTO ED AFFINI

Archivio per Maggio 2009

Un Paese, Un Mito.

Pubblicato da Gianluca su 30 Maggio, 2009

DSCF3180In una ventosa e fresca sera di Maggio, mentre scrutavo la cartina per preparare un tragitto, da proporre poi ai ragazzi del club, mi sono imbattuto in un paesino appenninico dal nome emblematico: Caprio!

Fermo restando che di certo sarà la mia prossima meta, una domanda mi sorge spontanea: Ma come si chiameranno gli abitanti del comune di Caprio?

In attesa di risposte, vi invito a preparare le vostre moto per un nuovo viaggio! Si va tutti a Caprio!

Ecco le informazioni sul Comune di Caprio:

Caprio si trova sulla parte destra dell’omonimo torrente. E’ un borgo molto caratteristico e per alcuni tratti ricorda l’architettura presente a Pontremoli. Fu infatti confine dell’unico comune medievale lunigianese, delimitato “ab utroque flumine Capriae”, dove l’altro torrente Caprio è l’odierno torrente Teglia. Tipiche sono le case torri medievali del borgo, come casa Moscatelli a Caprio di Sopra. Conserva bei portali in arenaria e la parte superiore presenta un borgo in galleria.
La chiesa parrocchiale di Caprio si trova nella parte inferiore, dedicata a Santa Maria Assunta, lungo l’antica via Lombarda che portava al passo del Cirone. Secondo il Ferrari, prima dell’anno Mille venne donata all’abbazia di Brugnato insieme alla chiesa di Sant’Anna, oggi a Caprio di Sopra, ma anticamente annessa al castello di Sant’Anna, oggi scomparso, sulla collina a dominio dei due abitati, possedimento della famiglia feudale degli Alfieri.
Caprio passò al comune di Pontremoli, circondato dai domini dei Malaspina di Filattiera, per poi confluire nel Granducato di Toscana con i Medici.

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Resoconto Gita Del 24 Maggio

Pubblicato da Gianluca su 25 Maggio, 2009

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DSCF3179Certamente il nostro caro amico Lucio si sarà divertito più di noi, rinchiuso magari in un centro commerciale oppure in coda per ore sulle rive del Benaco, ma di certo, noi 5 abbiamo passato una domenica di puro divertimento e allegria.

Dopo il forfait di 3 colleghi,  tra cui il Babo che ha comunicato la sua mancanza alle 4 e mezza di mattina, ci siamo ritrovati come previsto nel seguente ordine d’arrivo: Io, il neoiscritto Massimo, Giambattista, Maurizio (Caprio) e a sorpresa Fabio con il suo Varadero.

A tutti gli altri che non si sono presentati: Non saprete mai fino in fondo cosa vi siete persi!

Partiamo tutti e ci dirigiamo in direzione Cremona per poi proseguire nel Piacentino e nel Parmense attreversando i soliti Busseto, Fidenza, Noceto per arrivare dove di fatto parte il nostro itinerario: Fornovo sul Taro.

Passato il ponte del fiume si svolta subito a destra e si prosegue per circa un paio di chilometri fino al bivio che porta a sinistra sulla Cisa e a destra a Borgo val di taro. Prendiamo la seconda e iniziamo a percorrere la strada che affianca il fiume. Bella e scorrevole, con un bell’asfalto, ci porta velocemente al Borgo appenninico e da li proseguiamo in direzione Passo Cento Croci. Inizia una classica stradina di montagna, dove io e Maurizio, tendenzialmente più sportiveggianti, iniziamo a guidare con più brio. Ne consegue che dopo poco si crei un vuoto alle nostre spalle che ripristiniamo quando ad un bivio decidiamo di voltarci e tornare poco più dietro per non disperderci. Nella manovra di inversione, il Caprio non riuscirà a completare alla perfezione la manovra finendo con la moto in una piccola scarpata. Dopo 5 minuti di risate verrà aiutato da me a riportare sull’asfalto la sua Ducati.

Giunti sul valico ci fermiamo 20 minuti per sgranchirci un pò e continuare a ridere per la divagazione crossistica di Maurizio. Terminata la pausa si parte in direzione Varese Ligure. Giunti nell’antico e bellissimo borgo medioevale riusciamo ad acquistare, al mercato nero, 18 pizzette che vengono divorate nella tranquillità di un parchetto alberato poco distante dal centro. Giambattista, che invece è più organizzato di noi, sfoggia invece una borsa da moto comprata alla Lidl alla modica cifra di 19,98€, da cui escono panini, acqua e frutta. La voglio anch’io!

Vi è mai capitato che uscisse la corrente durante il rifornimento di carburante? A noi si! Fortunatamente non era un self ma c’era il gestore. E non dite che tanto potevamo aspettare lo scontrino! Trovato un altro distributore partiamo in direzione del Passo del  Biscia. Il passo prende il nome dal monte omonimo, ma durante il tragitto mi sono chiesto se non fosse dovuto invece alla presenza dei rettili. Sarà stato un caso, ma in mezzo alla strada abbiamo trovato una bella biscia, purtroppo schiacciata, con la bocca aperta come se ci volesse mordere. Curiosamente era anche per un terzo sollevata da terra iin posizione d’attacco. Forse non era proprio morta…

Il passo Biscia è una novità per me. Non l’avevo mai fatto ma devo dire che nonostante non sia una strada per smanettoni, gode di un’ottima panoramica e di tratti immersi in un bosco che me lo fa apprezzare. E poi chi ha detto che io sono uno smanettone?

Ormai siamo nettamente nell’entroterra Genovese e scesi dal passo un piccolo cartello attira la mia attenzione: Miniera di Gambatesa. Piccola consultazione e decidiamo di fare i minatori. La minera di Gambatesa è una miniera di manganese parzialmente ancora in attività. Da quello che la guida ci dice è stata la più grande a livello europeo per quanto riguarda questo tipo di minerale.

Paghiamo il biglietto (11 euro) e iniziamo la visita. Per prima cosa ci portano in una stanza dove viene proiettato da un atroce  proiettore un piccolo documentario e subito dopo avviene la consegna dei caschetti. Si sale sul treno e si entra nella galleria procedendo per circa un chilomentro. All’interno la temperatura è costantemente di 14 gradi e visto che fuori ce n’erano più di 30 è buona cosa entrare con i giubbini da moto indossati. in seguito Fabio pagherà le conseguenze di questo sbalzo di temperatura.

Dopo qualche minuto di viaggio in trenino in quattordicesima classe arriviamo nel punto di raccolta dei visitatori. La guida ci spiega le tecniche di avanzamento dei minatori con l’esplosivo ed è a quel punto che il Caprio, ricordando le sue origini partenopee, inizia una discussione sugli esplosivi. Passando dalla nitroglicerina e ricordando anche le cipolle di capodanno, ricorda a tutti che a San Paolo da sempre si usano i Magnum! Ma io non ho mai saputo che ci fossero miniere a San Paolo! Descrivere le facce allibite della gente non è possibile!

Tra una cosa e l’altra questa divagazione “mineraria” ci porta via due orette. Ormai sono le 16 e decidiamo di prendere una via più corta per il rientro. Scendiamo quindi per i paesi di frisolino e carasco e troviamo delle indicazioni per Bobbio-Piacenza: La mitica Val Trebbia. Prima però dobbiamo passare per il Passo della Forcella che ci porterà  a Parazzuolo. La strada è ampia con belle curve e senza troppe buche, ma a mio parere la grana dell’asfalto ha qualcosa di strano. Infatti più di una volta ho sentito lo pneumatico anteriore perdere grip.

Da Parazzuolo si marcia fino a Rezzoaglio, poi ad Allegrezze e infine si arriva a Santo Stefano D’Aveto, nell’ominima valle. Facciamo una piccola sosta per bere da una fontanella e veniamo a sapere che Fabio, a causa delle patatine mangiate durante la gita in minera, e probabilmente dal freddo preso, è in condizioni precarie. Le sue parole sono le seguenti: Mi viene su tutto.

Tra una sosta e l’altra di Fabio passiamo prima per il Passo del Tomarlo e arriviamo direttamente a Marsaglia, sulla statale 45 di Bobbio. Durante la sosta, Fabio ci invita ad abbandonarlo al suo destino, ma noi, a dispetto di quanto afferma il nostro Lucio, siamo un gruppo coeso e quindi aspettiamo li con lui. Da questo punto inizia la discesa verso Piacenza e vista l’ora decidiamo di prendere l’autostrada  appena giunti nella cittadina Emiliana.

Il tragitto in autostrada non offre nessuno spunto d’interesse e quindi tralasciamo ogni commento.

Quando arrivo a casa il mio orologio segna le 20 e 45! Siamo partiti esattamente 11 ore e mezza prima!

E’ stata una giornata per certi versi impegnativa e stancante, anche a causa del caldo, ma certamente abbiamo vissuto una giornata fantastica e tutti noi possiamo certamente affermare di esserci divertiti e di aver acquisito dei ricordi indelebili per un’altra giornata passata su due ruote.

A quelli che come Lucio non sono venuti possiamo solo dire una cosa: Non sapete cosa vi siete persi! Ma potete sempre venire la prossima volta.

Alla prossima!

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Indovina Il Lucio Misterioso

Pubblicato da Gianluca su 24 Maggio, 2009

DSCF3174Chi ci segue  saprà che da qualche tempo abbiamo un misterioso frequentatore del nostro blog.

Personaggio enigmatico e sfuggente, si firma col nome di Lucio, e non disdegna mai di criticare il nostro Club. A torto o a ragione non spetta a me dirlo, ma una cosa è certa: Lucio, ti ho scoperto!

Come sono giunto alla soluzione del mistero non ve lo posso dire, ma vi dico solo che ho in mano la via da dove è partito il secondo commento che il nostro “uomo ombra” ci ha lasciato. Naturalmente per rispetto della privacy non posso nemmno dire quella, ma potete sempre esprimere le vostre ipotesi.

Chi sarà mai il nostro Lucio? Sarà forse uno dei tre uomini mascherati? O forse no? A voi l’ardua sentenza.

Caro Lucio, perchè invece di criticare non sveli l’arcano a tutti e vieni con noi a divertirti sulle più belle strade d’italia?

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Invito Serata

Pubblicato da Gianluca su 21 Maggio, 2009

CatturaQuesta sera alle ore 20 e 30, presso la scuola media di San Paolo, l’associazione Famiglie e Solidarietà proporrà un incontro sul tema dell’integrazione.

Info a www.famigliesolidarieta.it

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Finalmente ha trovato il suo sport!!!

Pubblicato da Kawa Babo su 10 Maggio, 2009

Babo 636540 In questa foto vediamo il nostro eroe Roby Trivella che dopo la delusione di Castrezzato ha trovato finalmente la sua vocazione: palla bollata…

L’unico problema che deve ancora capire bene le complesse regole del gioco ma per questo c’è tempo e può sempre contare sul supporto dei 2 figli.

Un altro appunto va fatto all’abbigliamento + da golfista che non da pallabollatista, sicuramente avrà già contattato la Dainese per farsi fare un abbigliamento tecnico adeguato.

Concludo l’articolo augurando a Roby buon divertimento!!!!!!!

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Finalmente in Pista

Pubblicato da Gianluca su 5 Maggio, 2009

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Lunedì 4 Maggio una piccola parte del gruppo è scesa in pista. Teatro dell’evento è stato il circuito di Castrezzato.

Ecco l’elenco dei partecipanti: Mattino- Gianluca, Max, Alberto, Mattia, Giancarlo e Michele;

Pomeriggio- Ennio, Tryver e ancora Giancarlo e Michele.

Inutile dire che il sole ha baciato i belli. Infatti la mattina il tempo ha retto, mentre il pomeriggio un monsone si è abbattuto sulla pista. Così si spiega il record (negativo) di percorrenza del Tryvert: 40 Km e poi basta.

Tornando al mattino è da segnalare il debutto assoluto in pista per Michele detto topexan, che ha rischiato l’infarto dalla tensione finchè non ha fatto ingresso sul tracciato e la situazione cardiaca è tornata a livelli da essere umano. Nella foto numero 2 vediamo il nostro Michele consultare il libretto d’uso della sua 848 al fine di carpirne il funzionamento.

Semidebutto, invece, per Giancarlo. Questa volta il debutto è stato per la sua nuova moto, un’Aprilia rsv 1000, miracolosamente giunta in circuito su di un carrello di dubbia provenienza. Nella foto 3 vediamo l’Aprilia e la Ducati cercare un rapporto amoroso che comunque si è consumato più volte durante il breve tragitto da San Paolo a Castrezzato. Diversamente da quanto successo l’anno scorso, questa volta è riuscito abilmente a portare a casa la sua moto tutta dun pezzo. Complimenti a lui.

Restando in tema di trasporto moto, la foto numero 1 ci mostra chiaramente come i due gitani, Max e Alberto, sembrassero giunti direttamente da qualche campo nomadi con il loro furgone pieno di ferraglia. Non è stato semplice convincere la direzione del circuito a farli entrare. In effetti mancava solo la roulotte al seguito e stavamo al completo.

Devo comunque ringraziare il buon Max per avermi fatto provare la sua R6. E lui deve solo ringraziare la bandiera rossa provvidenzialmente sventolata a causa di una scivolata di un altro pilota. Dopo 3 giri lo vedevo sulla tribuna tutto preoccupato sbracciarsi per dirmi di rientrare. Per la cronaca giravo 5 secondi più veloce di lui. Comunque l’R6 è una gran bella moto, molto veloce in curva, maneggevolissima, con una discreta spinta dai 12000 giri in su e delle belle sospensioni e che non straccia le gomme in uscita dalle curve. Avessi fatto qualche giro in più…

Restando in tema gomme, l’ultima foto mostra la mia posteriore come si presentava alla fine. Evidente lo strappo largo 1cm e lungo 10 circa. Nonostante ciò mi sono divertito molto. Certo, i tempi ormai non si potevano più fare, però è stata una bella scuola su come gestire le gomme che scivolano. Alla fine, non so come, il minuto e 21 sono riuscito a farlo. Scendere sotto l’1′19″ è rimandato alla prossima volta, con gomme nuove.

Nella quarta foto vediamo Mr. Topexan (la preda) che sta per essere divorato da me (il predatore). Ad ogni modo anche Michi si è divertito molto, e per essere la prima volta non è andato male. D’altro canto, la Ducati non è mai stata una moto facile ed immediata. Quindi non deve pesare il fatto che non sia riusciuto a toccare col ginocchi. Ci sarà tempo. Lo stesso dicasi per Giancarlo.

Premio alla sfiga 2009 ad Ennio e al Trivella. Un ora di pista asciutta e poi il diluvio universale. Aspettiamo di conoscere i termini della famosa assicurazione pioggia.

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