Dal titolo potrebbe sembrare che sto scrivendo un romanzo, ma così non è.
Voglio invece parlare di un argomento che spesso è tabù per il popolo delle due ruote.
Chi di noi non si è mai trovato in una situazione, alla guida di una moto, che ci portasse ad aver paura? Quella che comunemente chiamiamo strizza.
La paura. Questa parola che l’uomo vero non vorrebbe mai pronunciare.
Volenti o nolenti la paura bisogna accettarla e rispettarla. La paura spesso ci salva da situazioni potenzialmente catastrofiche.
Parliamoci chiaro: Chi non ha paura non fa molta strada in moto. Si spiattella prima contro un palo.
Vi voglio raccontare un episodio accadutomi anni fa, precisamente nel 1994.
Era un pomeriggio di una domenica d’estate. Io e degli amici eravamo in gita dalle parti della Val Vestino. Da Capovalle ci stavamo dirigendo a Gargnano passando per quella strada che attraversa le due valli.
Per chi non l’avesse mai fatto, tengo solo a precisare che si tratta di un tragitto non molto lungo ma tortuosissimo, pieno di curve e controcurve, dalla carreggiata estremamente stretta e con scarsa visivibilità in curva.
Eravamo in fila indiana e curva dopo curva ci siamo imbattuti in una che aveva un raggio che chiudeva, invadendo tutti la corsia opposta e fermandoci in una piazzola sterrata fortunatamente presente.
Qualcuno cadde sulla ghiaia.
Ricordo ancora quell’episodio perche’ nel momento che capii che non sarei riuscito a chiudere quella curva ebbi molta paura.
Fortunatamente nessuno si fece male, solo una carena rigata per un nostro amico, ma quell’episodio mi insegno a non ripetere lo stesso errore. Da quel giorno le curve cieche hanno un altro aspetto per me.
Paura ed esperienza sono la nostra assicurazione sulla vita.
Ora, visto che non credo a nessuno che mi dice di non aver mai avuto paura in moto, vi invito a raccontare le vostre esperienze dove avete avuto veramente paura di farvi male.