MOTOCLUB SAN PAOLO

MOTO ED AFFINI

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Si Torna a Castrezzato

Pubblicato da Gianluca su 6 Giugno, 2009

derapateDomenica 28 Giugno alcuni dei soci del Motoclub scenderanno in pista sul circuito di Castrezzato.

La gradita sorpesa è la presenza di un tesserato che molti di voi ancora non conoscono: Mauro Cavagnoli, detto Cava.

Alla data di oggi i turni prenotati sono così composti:

Ore 9.00 : Ennio, Giancarlo, Michele, Alberto e Max;

Ore 10.20 Cavagnoli;

Ore 10.40: Gianluca, Ennio, Giancarlo, Michele, Alberto e Max;

14.00: Gianluca;

15.20: Gianluca, Alberto, Max, Cavagnoli e Michele;

16.40 Gianluca, Alberto, Max e Michele.

Salvo errori o variazioni dell’ultima ora, questa dovrebbe essere la lista completa.

Se qualcuno si volesse aggiungere a noi è buona cosa che si prenoti al più presto possibile vista la scarsità di posti disponibili.

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Finalmente in Pista

Pubblicato da Gianluca su 5 Maggio, 2009

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Lunedì 4 Maggio una piccola parte del gruppo è scesa in pista. Teatro dell’evento è stato il circuito di Castrezzato.

Ecco l’elenco dei partecipanti: Mattino- Gianluca, Max, Alberto, Mattia, Giancarlo e Michele;

Pomeriggio- Ennio, Tryver e ancora Giancarlo e Michele.

Inutile dire che il sole ha baciato i belli. Infatti la mattina il tempo ha retto, mentre il pomeriggio un monsone si è abbattuto sulla pista. Così si spiega il record (negativo) di percorrenza del Tryvert: 40 Km e poi basta.

Tornando al mattino è da segnalare il debutto assoluto in pista per Michele detto topexan, che ha rischiato l’infarto dalla tensione finchè non ha fatto ingresso sul tracciato e la situazione cardiaca è tornata a livelli da essere umano. Nella foto numero 2 vediamo il nostro Michele consultare il libretto d’uso della sua 848 al fine di carpirne il funzionamento.

Semidebutto, invece, per Giancarlo. Questa volta il debutto è stato per la sua nuova moto, un’Aprilia rsv 1000, miracolosamente giunta in circuito su di un carrello di dubbia provenienza. Nella foto 3 vediamo l’Aprilia e la Ducati cercare un rapporto amoroso che comunque si è consumato più volte durante il breve tragitto da San Paolo a Castrezzato. Diversamente da quanto successo l’anno scorso, questa volta è riuscito abilmente a portare a casa la sua moto tutta dun pezzo. Complimenti a lui.

Restando in tema di trasporto moto, la foto numero 1 ci mostra chiaramente come i due gitani, Max e Alberto, sembrassero giunti direttamente da qualche campo nomadi con il loro furgone pieno di ferraglia. Non è stato semplice convincere la direzione del circuito a farli entrare. In effetti mancava solo la roulotte al seguito e stavamo al completo.

Devo comunque ringraziare il buon Max per avermi fatto provare la sua R6. E lui deve solo ringraziare la bandiera rossa provvidenzialmente sventolata a causa di una scivolata di un altro pilota. Dopo 3 giri lo vedevo sulla tribuna tutto preoccupato sbracciarsi per dirmi di rientrare. Per la cronaca giravo 5 secondi più veloce di lui. Comunque l’R6 è una gran bella moto, molto veloce in curva, maneggevolissima, con una discreta spinta dai 12000 giri in su e delle belle sospensioni e che non straccia le gomme in uscita dalle curve. Avessi fatto qualche giro in più…

Restando in tema gomme, l’ultima foto mostra la mia posteriore come si presentava alla fine. Evidente lo strappo largo 1cm e lungo 10 circa. Nonostante ciò mi sono divertito molto. Certo, i tempi ormai non si potevano più fare, però è stata una bella scuola su come gestire le gomme che scivolano. Alla fine, non so come, il minuto e 21 sono riuscito a farlo. Scendere sotto l’1′19″ è rimandato alla prossima volta, con gomme nuove.

Nella quarta foto vediamo Mr. Topexan (la preda) che sta per essere divorato da me (il predatore). Ad ogni modo anche Michi si è divertito molto, e per essere la prima volta non è andato male. D’altro canto, la Ducati non è mai stata una moto facile ed immediata. Quindi non deve pesare il fatto che non sia riusciuto a toccare col ginocchi. Ci sarà tempo. Lo stesso dicasi per Giancarlo.

Premio alla sfiga 2009 ad Ennio e al Trivella. Un ora di pista asciutta e poi il diluvio universale. Aspettiamo di conoscere i termini della famosa assicurazione pioggia.

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Prove Libere Adria

Pubblicato da Gianluca su 16 Aprile, 2009

adriaOltre all’appuntamento di Castrezzato per lunedì 4 maggio (ormai gia tutto prenotato), abbiamo deciso di portarci avanti e organizzare un’altra uscita, questa volta di domenica, al circuito di Adria.

La data dovrebbe essere compresa tra le domeniche del 7 e del 14 di giugno. Attualmente non sono ancora disponibili le date di giugno sul sito del circuito, quindi ragioniamo per ipotesi.

La cosa certa è che sarà una giornata a pista libera, cioè senza turni. Il costo è il solito di 120.00€ con caparra del 30% anticipata e la sessione sarà quella pomeridiana.

Appena saranno disponibili le date sarebbe buona cosa essere gia pronti per prenotare e quindi, per chi volesse venire, essere gia disponibili per quelle due domeniche.

Alle prenotazioni ci penso io, voi dovrete solo mandare una mail con i vostri dati e per l’anticipo ognuno puo’ fare il proprio bollettino postale.

Iniziamo a raccogliere un pò di nominativi gia qua.

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Facciamo i Calcoli

Pubblicato da Gianluca su 27 Marzo, 2009

franciacorta_circuitoAbbiamo previsto per maggio un uscita in pista.

Giancarlo, Ennio e Roby sono propensi per lunedì 4 maggio di pomeriggio.

Io per problemi di lavoro sarei più propenso per il mattino, o in alternativa la domenica 3 di pomeriggio.

Siccome bisogna, come al solito, prenotare con un certo anticipo, cerchiamo di organizzarci per tempo e capire chi va e quando va.

Anche se sarebbe bello, non è obbligatorio andare tutti lo stesso giorno, quindi dite la vostra.

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Che Il Meteo Sia Con Te

Pubblicato da Gianluca su 20 Marzo, 2009

p055_1_11Ebbene si, quel fetente di Max, senza dire niente a nessuno, ha prenotato dei turni a Castrezzato per sabato 21 marzo.

Ma siccome Dio esiste e guarda in terra, per punire il traditore ha pensato bene di portare freddo e gelo per la giornata di sabato. La massima non dovrebbe superare i 10 gradi.

E nemmeno le profezie del suo noto parente Paci sembrano aver l’effetto di portare un po di tepore, anzi.

Giovedì sera, infatti, il Paci ha pronosticato una bella giornata grazie al contributo del vento, che a suo dire, spazza via tutto. Peccato abbia spazzato via solamente quel poco di sole che era appena arrivato.

Naturalmente noi non siamo così malvagi e al buon Max auguriamo solo il ritorno dell’era glaciale per la giornata di sabato e gli ricordiamo che le uniche pieghe che può fare sono quelle della foto.

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Moto pronto pista

Pubblicato da Kawa Babo su 14 Ottobre, 2008

Finalmente io ed il caro e buon vecchio Max abbiamo trovato quello che fa per noi per le giornate di prove libere in pista!!!

Penso che senza problemi si possa girare sotto l’1.20  a Castrezzato con qualche piccola modifica io avevo pensato a questo anteriore con Ohlins e Brenbo monoblocco voi che ne dite???

Anche se non so se riusciremo a sfruttare tutto il mordente del freno…

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L’incubo di Max e Babo

Pubblicato da Gianluca su 29 Luglio, 2008

Ritornando sull’argomento Pista Castrezzato, sono riuscito a trovare le immagini del pilota e della moto con cui i nostri Max e Babo hanno duramente battagliato (perdendo) per tutta la mattinata di lunedì.

E’ proprio vero che il pilota conta più della moto…

Ma chi sarà poi questo pilota?

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Ho sentito che scivolava e ho accelerato di più…

Pubblicato da Gianluca su 29 Luglio, 2008

Lunedì mattina siamo andati a Castrezzato, e questo lo sapete.

Quello che forse non sapete è che qualcuno, purtroppo, ha concluso la sua eserienza dopo soli 3 giri. Fortunatamente nessun danno fisico ci è parso di notare. Almeno questa è una buona notizia. La moto, invece, non se l’è cavata altrettanto bene. Si sa, le cadute per disarcionamento non sono certo le più sicure, ne per il pilota, ne per la moto.

Sul perchè della caduta, il nostro pilota, di cui non faremo il nome ma diciamo solo che ha una moto tutta nera, ha dichiarato la seguente frase: HO SENTITO CHE PARTIVA IL POSTERIORE E IO GLIE NE HO DATO DI PIU’.

Immaginatevi la stessa frase pronunciata in dialetto bresciano e capirete come siamo rimasti di fronte a questa affermazione.

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Ritorniamo a Castrezzato

Pubblicato da Gianluca su 25 Luglio, 2008

Lunedì 29 luglio 7 piccoli eroi affrontano nuovamente la pista. Castrezzato e il suo circuito saranno, questa volta, teatro della nostra uscita pistaiola.

Noi tutti confidiamo nel sole, e io personalmente anche nel caldo torrido in quanto fa lavorare meglio le mie gomme.

Nonostante il circuito sia a pochi chilometri da noi, resta il problema, per alcuni di noi, del trasporto delle moto.

Dalla foto potete notare uno dei tanti sistemi sicuri ed affidabili per il trasporto della nostra amata due ruote.

Allora l’appuntamento è per lunedì mattina, e chi potesse venire sarà nostro gradito ospite.

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Prima Volta Capitolo Secondo

Pubblicato da Gianluca su 9 Luglio, 2008

Come già sapete, domenica ho portato con me, in veste di Padrino, i due neopistaioli. L’obiettivo principale era quello di riportarli a casa sani e salvi e con le moto integre. Risultato centrato in pieno. Fortunatamente.

Visto il modo con cui erano legate le moto sul carrello, pensavo che nemmeno sarebbero arrivate ad Adria. Miracolosamente giunti in autodromo sono iniziate le operazioni di preparazione consistenti nello scaricare le moto dal carrello e dal furgone.

Qualche piccolo consiglio su traettorie e temperature gomme ed è già ora di entrare. L’accordo era quello di fare tre giri assieme per insegnargli le traiettorie corrette. Mezzo giro e gia li avevo persi. Eppure stavo andando piano…

L’approccio tenuto da Max e Alberto, a mio modo di vedere, è stato molto corretto: Durante i primi turni erano un pò rigidi, piegavano poco e frenavano ancora meno, ma col passare dei giri hanno preso sempre più confidenza. Alla fine Max è riuscito anche a toccare con il ginocchio e la sua gioia per questo fatto era chiaramente visibile.

Altro fattore positivo è il fatto che, vuoi perche’ faceva veramente caldo, vuoi che a luglio molti preferiscono andare al mare, la pista era poco affollata, con tutti i vantaggi (vedi sicurezza) che ciò comporta.

Per quanto riguarda me devo dire che il 23.03 con gomme finite e girate al contrario grida un pò vendetta. Penso che con gomme più fresche il muro del 23 sarebbe caduto. Sarà per la prossima volta. Di certo mi sono divertito come sempre. Così come si sono divertiti Max e Alberto. Già parlano del 28 luglio a Castrezzato. Sono entrati anche loro nel tunnel senza uscita che è la pista.

Ci vediamo a Castrezzato!

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Wayne Rainey

Pubblicato da Gianluca su 25 Giugno, 2008

Oggi vi parlo di un grande campione. Forse il più grande campione di tutti i tempi della classe 500. Pochi piloti possono vantare la classe nelle corse così come nella vita di questo uomo. Di seguito vi allego ciò che ho trovato spulciando per il web. L’articolo che segue è opera di Stefano Pavanello e mi trova pienamente d’accordo con  quanto scritto da lui.

Misano, 5 settembre 1993, in un pomeriggio di fine estate, in una curva anonima chiamata con poca fantasia Misano 1, un pilota perde il controllo della sua sibilante moto bianca e rossa.Si alza una nuvola di polvere, il pubblico esulta perché davanti un Cadalora quasi debuttante sta per vincere la seconda gara della stagione e Schwantz riapre la corsa verso un titolo del mondo che sembrava dovesse per l’ennesima volta sfuggirgli.Poi le urla si spengono, la polvere ricade a terra e un silenzio di tomba avvolge il Santamonica…Rainey resta a terra, il pilota d’acciaio che non cade mai non si rialza, arrivano i soccorsi, il mondo continua a muoversi, i piloti a correre, ma forse nessuno si rende conto che il quel momento la corsa di un uomo dal polso di ferro e dagli occhi di ghiaccio si è interrotta per sempre…Wayne Rainey nasce il 23 ottobre del 1960 Norwalk una tranquilla cittadina del Connetticus, la sua marcia di avvicinamento alla velocità su pista segue l’iter classico dei piloti d’oltreoceano, Rainey infatti esordisce nelle corse di Dirt Track e sviluppa già in quelli anni un guida fatta soprattutto di determinazione e forza.Il passo verso le piste di asfalto è breve e avviene nelle corse per derivate di serie, categoria nata e sviluppatasi in America, prima di salire agli onori mondiali con l’attuale Superbike. Agli inizi della sua carriera è la Honda a spalleggiare la crescita agonistica del giovane Wayne e proprio con la moto giapponese, dopo essere diventato un pilota di spessore in patria, debutta nel Transatlantic Trophy (competizione che contrappone i migliori specialisti inglesi ai piloti americani in sella a grosse e pesanti 1000 strettamente derivate dalla serie) epico il duello con Schwantz che lo vede alla fine primeggiare dopo una serie di eccitanti duelli carena contro carena.Il debutto nel mondiale avviene nel 1984 a dare al pilota la possibilità di correre è il neonato team Roberts( team che si rivelerà fondamentale per il proseguo della carriera di Wayne) che gli mette a disposizione una YZR 250 privatissima.Fin dall’esordio nel Gp del Sudafrica si capisce che la moto non è assolutamente competitiva e che le gomme Dunlop standard, insieme alla pochissima conoscenza dei circuiti europei, saranno per Rainey ostacoli difficilissimi da superare.A fine stagione il bottino è davvero magro con un solo podio e un giro veloce in gara.La carriera di Rainey vacilla e coraggiosamente, il pilota americano preferisce tornare in patria per affinare le sue doti, che bruciare la sua carriera restando in Europa con una squadra che ancora non aveva i mezzi per assecondarlo.Dal 1985 al 1987 si dedica al campionato AMA in sella alla Honda, sono gli anni della maturazione definitiva di Wayne, gli errori commessi agli inizi della sua carriera gli sono utili per riordinare le idee e per trovare la forza di riprovare a buttarsi nella mischia del campionato del mondo.Nel 1988 Roberts lo richiama con se, la piccola squadra degli esordi è ora diventata un punto di riferimento per tutti all’interno del paddock e la Yamaha accortasi delle grandi doti manageriali di Kenny, gli affida materiale di prim’ ordine e le ambite YZR 500.Rainey diventa così la punta di diamante del team Roberts sponsorizzato dalla Lucky Strike e insieme al compagno di squadra Kevin Mcgee accetta di buon grado interminabili sedute di test invernali per prepararsi al meglio al debutto.Il campionato inizia a Suzuka in Giappone e appare chiaro fin dall’inizio che Wayne non è più il brutto anatroccolo che correva in 250, ma un cigno maestoso capace di volare più forte di tutti, nonostante l’inesperienza nella classe regina. A Jerez quarta gara della stagione è già in lotta per la vittoria, ma il talento e il “mestiere” di Lawson riescono a piegare la sua resistenza.La prima vittoria però non tarderà ad arrivare sarà l’Inghilterra a tenere a battesimo la prima affermazione nella classe 500, a Donington infatti, il debuttante Rainey dimostra che con la volontà e l’impegno è possibile vincere anche al debutto.La grande dote del pilota americano è stata da sempre la costanza di rendimento, Rainey non mollava mai, era uno che lottava come un leone sia che stesse duellando per la vittoria sia che si combattesse per un piazzamento nelle retrovie.La stagione ‘88 finisce con Wayne al terzo posto nella classifica assoluta, davvero non male per un debuttante.Il 1989 è l’anno della definitiva ascesa, instaura con Roberts un rapporto di grande intesa, simile è il loro approccio alle corse, così metodico, preciso ed ostinato.In Roberts Wayne trova non solo un team manager, ma anche un vecchio combattente capace di elargire preziosi consigli e di regalargli la carica giusta nei momenti più difficili.La prima gara a Suzuka è uno spettacolo di memorabile intensità Rainey e Schwantz infiammano la platea con sorpassi al limite accendendo la miccia di una rivalità che andrà avanti negli anni con grande rispetto reciproco, a differenza purtroppo di quanto avviene ora tra i grandi campioni moderni.La Yamaha però non è a livello della Honda di Lawson, Rainey è spesso costretto a guidare al 110% per sopperire alle mancanze di un mezzo limitato anche dai pneumatici Dunlop decisamente peggiori delle Michelin di Eddie.Commette un errore fatale sulla pista di Anderstop e nonostante 3 vittorie e un rendimento molto costante regala la vittoria finale a Lawson terminando subito alle sue spalle in campionato.1990 è un anno di grandi cambiamenti, la federazione internazionale decide di appesantire le 500 di 15 kg portando il peso a secco a 130, l’idea è quella di renderle più guidabili, ma l’effetto ottenuto è tutto il contrario visto che le moto più pesanti stressano maggiormente le gomme rendendo un inferno gli ultimi giri di gara.Nello stesso anno il team Roberts entra nell’orbita Marlboro e i nuovi capitali insieme all’arrivo in squadra del campione del mondo uscente Lawson e del giovane talento Kocinski fanno del team Yamaha finalmente gommato Michelin, la vera forza del campionato.Rainey fa capire fin da subito che non ha intenzione di concedere nulla ai suoi avversari, macina pole position, giri veloci e vittorie con una facilità disarmante e piega in fretta la concorrenza di nomi molto evocativi come Schwantz, Lawson,Gardner ed un giovane Doohan.Vince in tutto sette gare e si laurea per la prima volta campione del mondo con una gara d’anticipo nel gran premio di Cecoslovacchia.Nella stagione 1991 Rainey si presenta più in forma che mai al via del campionato, la Yamaha è ritornata alle gomme Dunlop, anche se stavolta sono proprio le gomme anglo giapponesi l’asso nella manica per la Yamaha. L’australiano Michael Doohan prima guida della Honda, si dimostra in grande ascesa, ma le Michelin lo penalizzano fortemente, si capisce che sarà un osso duro nell’immediato futuro, ma per ora il dominio di Rainey non è in discussione e nemmeno uno straordinario Schwantz nulla può contro di lui.Vince 6 gare e si riconferma il numero uno indiscusso della classe regina.Wayne è un animale da gara, riesce a trovare dentro di se le motivazioni per guidare “al di sopra dei problemi”, pur non essendo un mago nella messa a punto, il biondo americano dagli occhi di ghiaccio, supera con una guida in derapata di esaltante difficoltà, le carenze di un mezzo che non sempre è all’altezza della concorrenza,e fa della costanza di rendimento una vera e propria fissazione. Rainey cade pochissimo e fin dai primi giri di gara riesce ad imporre un ritmo forsennato, impossibile da sostenere per i suoi avversari, carismatico, duro ed estremamente professionale Wayne è il pilota che ogni team manager vorrebbe avere. 1992 si apre con una brutta scoperta per il due volte campione del mondo, la Honda fa esordire un nuovo motore “a scoppi ravvicinati” per la sua NSR e Doohan fin dall’esordio annichilisce gli avversari dominando tutta la prima parte del campionato.La chiave di volta della stagione sembra poter arrivare al Mugello quando con un Doohan in crisi, Wayne prende il comando, ma a metà gara cade e regala la gara ad un raggiante Schwantz.Il campionato sembra definitivamente perduto, ma ad Assen una banale scivolata, taglia fuori dai giochi uno sfortunato Doohan, che complice un intervento del tutto sbagliato dei medici olandesi rischia l’amputazione di un arto.Rainey annusando la possibilità di portare a casa un campionato che tutti ormai davano per perso, tira fuori dal cilindro tutta la sua classe, accumula vittorie e piazzamenti consumando in breve tutto il vantaggio di Doohan in classifica.In Sud America va in scena l’ultimo atto di un campionato ricco di colpi di scena, un Doohan provato e magrissimo che fatica a reggersi in piedi, sale lo stesso in sella tentando una strenua difesa del titolo, ma Rainey è un vincente per natura e per nulla intenerito dal gesto del rivale si piazza terzo in gara conquistando i punti che gli servono per conquistare il suo terzo titolo consecutivo.Il 1993 è l’anno di Schwantz, finalmente il texano dispone di una moto competitiva, mentre Rainey paga le scelte sbagliate della Yamaha e si presenta al via del campionato in ritardo. Lo scontro è tra i due rivali di sempre con un irriconoscibile Schwantz costante come non mai, e un Rainey costretto ad inseguire.In Inghilterra però accade il colpo di scena Doohan arriva lungo in staccata e abbatte Schwantz e il suo compagno di squadra Barros, il texano ne esce malconcio e debilitato fisicamente nelle ultime gare comincia ad arrancare, sembra ripetersi il copione del campionato ‘92 . Il pilota Yamaha già vincitore di 4 gare, da fondo a tutte le sue energie per scavalcare in campionato il convalescente pilota Suzuki.A Misano Rainey inseguiva un sogno, laurearsi per la 4° volta campione del mondo, ergersi per l’ennesima volta al di sopra di tutti, fare la sola cosa che lo appagava cioè vincere,invece ha trovato una nuova vita, fatta di operazioni, sofferenze e paralisi in poche parole l’immobilità totale ed inappellabile dei suoi arti, la peggiore punizione che potesse capitare ad un uomo straordinario come lui.Le cause del dramma non sono mai state chiare, anche se la soluzione più probabile è che la pedana della moto si sia infilata nella schiena del pilota fratturandogli alcune vertebre dorsali.Perdere Wayne è stato un duro colpo per il circus mondiale, forse prima della tragedia in pochi si erano resi conto della grande umanità di questo pilota, della sua folle determinazione.Negli anni in cui ci ha regalato emozioni è stato anche un campione di correttezza, senza mai andare sopra le righe anche durante i confronti più ravvicinati.Finito il lungo iter ospedaliero ed il periodo di convalescenza Rainey è tornato nel mondo delle corde come team manager,ma la sua carriera in questi panni è stata piuttosto avara di soddisfazioni. Wayne non ha mai smesso di essere un pilota, nemmeno dopo aver perso l’uso delle gambe, pretendeva di insegnare ai suoi piloti ad andare in moto, quasi comandandoli con un telecomando, Capirossi che in 500 debutto proprio con il team dell’americano, soffrì molto di l’ atteggiamento di Wayne che dimostrò da subito di avere un carattere troppo forte per fare il team manager.La grandezza di un uomo si vede però anche dalla sua capacità di riconoscere i suoi errori, resosi conto che non era quello il suo futuro, Rainey ha lasciato, ha chiuso la porta del suo passato e si è ritirato a vivere con la sua famiglia ed il figlio Rex.Mi resta un ricordo di Rainey ben impresso nella testa, mi ricordo di lui che alla domanda di un giornalista che gli chiedeva cosa gli mancava di più da quando aveva perso l’uso delle gambe rispondeva con gli occhi gonfi di lacrime “andare in moto!”.

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Max Canini Prova Adria

Pubblicato da Gianluca su 20 Giugno, 2008

Ormai è certo. La prenotazione l’ho effettuata io personalmente. Domenica 6 luglio Max e la sua Yamaha R6 si cimenteranno in quel di Adria.

Così, oltre a Castrezzato per il 28 luglio, Max girerà in pista anche sulla pista veneta.

Mi permetto di fare i complimenti a questo ragazzo, che nonostante sia un novello delle due ruote, non ha paura a provare le brezza della pista. Il tutto con umiltà e senza proclami di guerra.

Da parte mia sarò lieto di fornire tutti i consigli e le risposte alle sue domande.

Ed intanto lui c’è. Gli altri dove sono?

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Gran Premio D’Inghilterra

Pubblicato da Gianluca su 19 Giugno, 2008

E ci risiamo. Questa domenica, mentre noi tutti speriamo di essere in giro con le nostre moto, si svolgerà il gran premio a Donington Park. Vi ricordando che in Gran Bretagna il fuso orario è spostato di un ora, ma per non sovrapporsi alla formula 1, il Gp verrà trasmesso alle 16.

La domanda è sempre la solita: Chi vincerà questa corsa? E chi arriverà sul podio? La Risposta Domenica poco prima delle 17…

Intanto fate i vostri pronostici.

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Evviva la Pista

Pubblicato da Gianluca su 16 Giugno, 2008

Ieri sono tornato di nuovo a girare in pista. Questa volta sono andato ad Adria. E qui qualcuno potrebbe chiedersi come mai fin la quando a 15 km circa c’e’ l’autodromo di Castrezzato. Infatti non parrebbe normale il fare 450 km tra andata e ritorno per una pista che è più o meno analoga a quella a noi più vicina. Allora vi spiego qualche cosina che magari vi potrebbe essere utile anche solo a titolo informativo:

Punto 1: Ad Adria non esistono turni da 20 minuti ma solo mezze o intere giornate. Il che significa che con 120 euro si può entrare ed uscire quanto e quando si vuole nel corso delle 4 ore. A Castrezzato ogni turno costa 35 euro e dura appunto 20 minuti;

Punto 2: La prenotazione ad Adria comporta una caparra di 36 euro mentre a Castrezzato paghi in anticipo l’intero importo. Quindi se per caso piove o cmq non puoi presentarti e non giri perdi 36 euro nel caso di Adria mentre perdi TUTTO per quanto riguarda la pista bresciana;

Punto 3: Nel caso tu abbia scelto di andare a Castrezzato devi sapere che se durante il tuo turno un pilota cade, e la moto resta in pista, hai praticamente perso il turno perchè la bandiera rossa è quasi una certezza su questa pista. E i tempi di recupero, vista la scarsissima organizzazione, sono biblici. Nella pista veneta invece sono molto più veloci e le bandiere rosse sono molto rare. Ed in ogni caso, anche dopo un uscita per bandiera rossa, puoi subito rientrare;

Punto 4: Premetto che a me la cosa non riguarda, ma perchè uno per prenotare a Castrezzato deve per forza avere Internet? Saremo magari antiquati, ma il telefono non ci sembra ancora sul viale del tramonto. Ad adria telefoni e ti dicono se c’è disponibilità o meno, dopo di che puoi andare in posta e con un semplice bollettino da 1 euro puoi fare il versamento. Altro che bonifico bancario e paypal;

Punto 4: Forse devono aspettare che ci scappi il morto, per capire che in 2600 metri non è molto sensato far entrare contemporaneamente 43 moto. Tenete presente che ad Adria, che misura anche 100 metri in più, il limite di moto presenti contemporaneamente in pista è di 30 unità. E sono già tante.

Queste sono solo alcune considerazioni sul perchè molta gente, anche di Brescia, preferisce andare altrove. La mia non vuol essere una critica a priori a Castrezzato e un elogio ad Adria. E’ solo un dato di fatto. Ed è un peccato perchè la pista di Castrezzato adesso è molto bella, forse più di Adria, e se in futuro i gestori cambieranno politica allora inizieremo a frequentarla certamente più di ora. Io sono fiducioso.

Tornando a me devo dire che anche ieri mi sono divertito tanto. Non c’è nulla di paragonabile, almeno per me, di una bella giornata passata in pista a staccare, piegare e accellerare come non potrei mai fare su nessuna strada aperta al pubblico. Chi va in pista mi capisce alla perfezione. Ora potete pure sfottere per la foto, tanto io non sono permaloso.

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Si Va In Pista

Pubblicato da Gianluca su 13 Giugno, 2008

Questo è un avviso rivolto a tutti i soci del Motoclub. Scusate se scrivo con un certo ritardo ma la cosa è nata dal nulla solo qualche giorno fa. Ennio stà organizzando per lunedì 28 luglio mattina un uscita sulla pista di Castrezzato. Si fa di lunedì perchè non ci sono i turni da 20 minuti ma l’ingresso a pista libera per 4 ore. Siccome i posti sono limitati e sarebbe bello andare in tanti di noi, è meglio prenotare al più presto. Ricordo ai neofiti della pista, che l’ingresso libero nelle 4 ore è più indicato che i turni da 20 minuti. Aspetto vostre notizie!

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A Volte Ritornano

Pubblicato da Gianluca su 12 Giugno, 2008

Nuove notizie in arrivo dal fronte Abrami. E’ quasi certo, come conferma il manager Pernat, che per fine luglio, il nostro eroe delle piste sembrerebbe intenzionato al grande rientro nel mondo delle corse. La data dovrebbe essere compresa nei due lunedì, il 21 e il 28, di luglio. Non si sa ancora con quale moto dovrebbe correre. Escludendo le ipotesi più remote, tra le quali l’uso della Yamaha m1 di Rossi, paventata nei giorni scorsi e poi tramontata per il veto del pilota pesarese, e chiusa anche l’ipotesi Ducati per il rischio di creare tensioni con lo stesso Stoner che vedrebbe un avversario in casa, sembra che alla fine il Team Manager Bobby Chalton abbia offerto una moto della propria squadra. L’ipotesi GSX-R sembra al momento quella con maggiori possibilità di successo nonostante Abrami si sia sempre dichiarato poco propenso all’uso di mezzi troppo bruschi e di difficile amministrazione. Le vicende del 26 Maggio sulla pista di Castrezzato (vedi foto) hanno il loro peso, ma al momento non sembrano esserci alternative. Non ci resta che attendere ulteriori sviluppi. Vi terremo informati.

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Prima Volta

Pubblicato da motoclubsanpaolo su 29 Maggio, 2008

Ecco che anche per il nostro Vice Presidente e’ arrivata la prima volta. Purtroppo non e’ andato tutto esattamente alla perfezione, ma comunque si e’ divertito.

Cosa pensate voi al riguardo?

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